Lo Spread è la differenza tra il rendimento di un titolo decennale di un determinato paese d’ Europa e quello omologo del Bund Tedesco in quanto, quest’ultimo, è preso come riferimento perché considerato il titolo del debito sovrano più “sicuro” dell’ Eurozona.
Semplificando è la differenza tra i tassi sui titoli pubblici di due Paesi dell’Eurozona. E’ misurato in punti, ed ogni punto base equivale allo 0,01%.
Ad esempio, se il Btp a 10 anni italiano rende il 2% e il Bund tedesco decennale l’1%, lo Spread sarà pari a 100 punti base (1% di discrepanza). Il rendimento e il prezzo di un bond hanno un rapporto inversamente proporzionale, alias, quando il prezzo sale, il tasso scende, e viceversa.
Il gap tra i rendimenti italiani e quelli tedeschi ha un impatto anche su un altro tasso: quello che versano alle banche tutti coloro che hanno “acceso” un mutuo.
L’istituto bancario infatti, nella concessione di un mutuo a tasso variabile, decide quali tassi di interesse applicare sia in base all’Euribor (il tasso medio, che varia con cadenza giornaliera, a cui avvengono le transazioni finanziarie in euro tra le grandi banche europee) che in base allo Spread.
Pertanto, il tasso di interesse “finito” del mutuo che verrà concesso, sarà dato dalla somma dell’Euribor e dello spread applicato dalle singole banche.
Riguardo ai mutui bancari, lo spread viene condizionato dall’andamento dello Spread tra Btp e Bund in base e che, a titolo puramente “esemplificativo e non esaustivo” avviene in base al seguente processo:
se aumenta il rendimento dei titoli di Stato italiani diminuisce il prezzo. Ne consegue che un aumento dei rendimenti dei titoli pubblici, che comporta anche un aumento dello spread tra Btp e Bund tedeschi, indebolisce il valore dei titoli di Stato posseduti dalle banche italiane”.
Pertanto un allargamento del differenziale tra Btp Italiani e Bund Tedesco, “deprimendo” gli istituti bancari nell’erogare mutui, comporterà un aumento dei tassi di interessi richiesti sui mutui erogati.