Ad oggi non si rileva un divieto espresso di vendita e/o di locazione per gli immobili con bassa classe energetica a partire dal 2030, ma la Direttiva EPBD impone che gli edifici non efficenti dal punto di vista energetico, vengano progressivamente adeguati nel medio-lungo termine (anche onde evitare il rischio, in particolar modo per gli immobili classificati sotto la Classe Energetica F e G che da fonti ENEA costituiscono circa il 60% del Patrimonio Edilizio Italiano, di una forte perdita del valore di mercato diventando conseguentemente molto meno appetibili e rischiando inoltre di andare incontro a possibili limitazioni.
Gli interventi più efficaci per aumentare la classe energetica di un immobile riguardano:
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Il cosi detto cappotto termico;
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La sostituzione di caldaie obsolete con soluzioni ibride o pompe di calore;
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l’installazione di impianti fotovoltaici.
Il cosi detto cappotto termico;
Il cosi detto cappotto termico;
La sostituzione di caldaie obsolete con soluzioni ibride o pompe di calore;
La sostituzione di caldaie obsolete con soluzioni ibride o pompe di calore;
l’installazione di impianti fotovoltaici.
l’installazione di impianti fotovoltaici.
I casi di esclusione previsti dalla Direttiva EPBD riguardano gli immobili storici tutelati dalle Normative dei Beni Culturali, alcune seconde case ed i luoghi di culto (riguardo i mini condomini o alle case ubicate in zone vincolate, questi potranno “beneficiare” di prescrizioni meno restrittive.